02 marzo 2019 | PERSISTENZA DEI PFAS NEL SANGUE DEI LAVORATORI MITENI

di Prof. Franco Sarto
Università di Padova
già Direttore del Servizio
di Prevenzione e Sicurezza del Lavoro ULSS 16

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Lettura divulgativa dello Studio commissionato dall’Assessorato alla Sanità del Veneto al dott. Enzo Merler (DGRV n. 1191 del 1 ago.2017)

I composti perfluoroalchilici (PFAS) sono assorbiti rapidamente dall’organismo umano per via aerea e cutanea nei lavoratori e per via alimentare nella popolazione generale. La loro eliminazione è lenta e dura anni, per questo si verifica il fenomeno del bioaccumulo. Lo studio commissionato dalla Regione aveva il principale scopo di valutare l’emivita di questi composti, cioè il tempo necessario a dimezzare la loro concentrazione nel sangue. Questo dato si ottiene valutando nel tempo le concentrazioni dei vari composti dopo il cessare dell’esposizione professionale. Non è una misura precisa in quanto non si può escludere un assorbimento extra professionale, ma dati gli altissimi livelli di accumulo nei lavoratori della Miteni, è un dato importante.

L’azienda Rimar (poi Miteni) inizia la sua attività nel 1965, si sposta nella attuale località nel 1967. Il dottor Enzo Merler acquisisce dalla ditta i libri matricola di tutti i 705 dipendenti, i dati qualitativi e quantitativi di produzione dei vari composti fluorurati, i campionamenti in aria (che non verranno utilizzati nel presente studio), il monitoraggio biologico eseguito dal medico competente, tutti i dati trasmessi allo Spisal di Arzignano; inoltre su un gruppo di 292 ex dipendenti  vengono eseguite dall’ARPAV le ricerche di Pfoa e Pfos che si eseguono per le popolazioni dell’Area Rossa. La Miteni fornisce i dati dal 2001 al 2016, quindi lo studio si basa esclusivamente su questo periodo. Il report non dà informazioni su dove siano o chi abbia i dati dal 1968 al 2000, sappiamo solo che dal 1968 al 2011 la produzione ha riguardato PFAS a catena lunga (8 o più atomi di carbonio), principalmente PFOA e PFOS (acido perfluoroottanoico). La produzione di perfluorurati (PF) cresce dal 2000 al 2003 superando le 14.000 t/anno per poi decrescere lentamente negli anni successivi. Lo studio sul monitoraggio biologico dei PFAS riguarda 292 lavoratori il cui sangue era stato mandato dal medico aziendale, prima ad una laboratorio USA e poi ad un laboratorio tedesco. Centoquarantanove (149) lavoratori cessati accettarono di sottoporsi al monitoraggio approntato dalla Regione per la popolazione dell’Area Rossa le cui analisi venivano effettuate dal laboratorio dell’ARPAV di Verona.

RISULTATI

Le concentrazioni di PFOA e PFOS degli operai Miteni sono le più alte finora riportate nella letteratura mondiale. Nella successiva tabella facciamo il confronto tra le concentrazioni di PFOA, in ng/ml, espresse come medie, nel siero dei lavoratori di tre aziende per mansioni di esposizione indiretta (varie mansioni) e di esposizione diretta (produzione di perfluorati):

tabella Merler 2

C’è una correlazione positiva tra le quantità di produzione aziendale e le concentrazioni nel sangue dei lavoratori come pure tra gli anni di esposizione e le concentrazioni nel sangue.

I reparti (le sigle sono quelle usate nel Report) che esponevano i lavoratori a concentrazioni più elevate come media sono in ordine decrescente:

PF Produzione perfluorati
FA Produzione Fluoro aromatici
MAN manutenzione
MAG magazzino
BTF Produzione benzotrifluoruri
Lab Laboratorio
Altro
PIL Impianto pilota
UFF Uffici

Da notare che i dati sono molto dispersi e che a volte i lavoratori cambiavano reparto, per esempio dalla produzione al magazzino (lo spostamento di reparto è avvenuto addirittura quando dalle analisi veniva rilevata una concentrazione elevata di Pfas, come dichiarato alla Commissione d’inchiesta Regionale, fonte GdV 14/07/2018 e Rsu Miteni durante l‘incontro pubblico del 26 novembre 2018); da notare anche che i manutentori dipendenti Miteni hanno valori elevati e che in realtà essi sono solo una parte degli addetti alla manutenzione in quanto essa era eseguita da diverse ditte esterne in appalto di cui nulla si sa, nemmeno se eseguissero il monitoraggio biologico. Altra cosa da notare è che non esiste un’area della fabbrica dove non ci sia inquinamento. I sei impiegati avevano PFOA media di 3010 ng/ml (range 27-16798 ng/ml) e PFOS media 51 ng/ml (range 3,8-159,5 ng/ml).

Per valutare l’emivita dei PFOA e PFOS nel sangue dei lavoratori si sono utilizzati solo 35 lavoratori con concentrazioni di PFAS molto elevate che avevano lasciato il lavoro e che nel 2018 si erano sottoposti al bio-monitoraggio della Regione per i residenti della Zona Rossa. Nella sottostante tabella sono riportati i tempi di dimezzamento negli operai Miteni confrontati con altre casistiche di letteratura.

tabella Merler

Come si vede dalla tabella le valutazioni sul tempo di dimezzamento delle concentrazioni di PFAS sono state eseguite prevalentemente in popolazioni che si erano intossicate nell’ambiente di vita e quindi con concentrazioni mediamente più basse. Anche l’attuale studio conferma che i tempi di eliminazione di queste sostanze sono elevati. Se prendiamo il gruppo di lavoratori con le misure più alte di PFOA abbiamo una media di 3321 ng/ml nel gennaio 2018. In questi lavoratori ci si deve attendere che solamente a gennaio 2030 la concentrazione nel siero raggiungerà per loro un valore medio inferiore a 300 ng/ml, con la condizione però che non ci sia alcuna assunzione con acqua ed alimenti. La concentrazione nel siero di PFOS è più bassa di quella di PFOA, ma presenta un’emivita analoga. Per alcuni soggetti con valori molto elevati, i livelli di concentrazione ematica di PFOS scenderanno a valori di “popolazione” solo dopo alcuni decenni.

Franco Sarto
alberto_peruffo_CC
4 MARZO 2019

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RIFERIMENTI

>> Lo studio sui lavoratori MITENI coordinato dal Dott. Enzo Merler: La concentrazione di sostanze perfluorurate nel sangue dei dipendenti ed ex dipendenti delle ditte RIMAR e MITENI (Trissino, Vicenza). Studio Girardi-Rosina-Merler > Studio Merler e Girardi su PFAS lavoratori Miteni, 12-2018

>> 26 novembre 2018 | CON GLI OPERAI DI MITENI PER IL LAVORO E CONTRO DEGRADAZIONE AMBIENTE

Foto Cover: l’operaio della Miteni Renato Volpiana, Rsu e prima linea della questione Pfas all’interno della fabbrica, ascolta preoccupato la testimonianza drammatica del dottor Enzo Merler durante la serata del 26 novembre 2018 a Montecchio Maggiore. Da segnalare l’assenza delle autorità cittadine dei due Comuni più prossimi coinvolti – i Sindaci e gli Assessori Sanità e Ambiente di Montecchio e Trissino, avvisati via PEC –  in una sala civica piena di cittadini e lavoratori (foto di Giovanni Fazio, Archivi CiLLSA – PFAS.land).

3 pensieri su “02 marzo 2019 | PERSISTENZA DEI PFAS NEL SANGUE DEI LAVORATORI MITENI”

  1. Questi dati confermano le responsabilità a tutti i livelli. Risulta evidente la totale mancanza dei principi di prevenzione e precauzione mai applicati in questi anni.

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