L’ARCIPELAGO NO PFAS

Il movimento NO PFAS è un arcipelago di gruppi, comitati, associazioni, cittadini che si riuniscono in modo più o meno spontaneo o strutturato, sia nelle riunioni specifiche sia in quelle generali, per risolvere la questione PFAS esplosa in Veneto nel 2013. Un vero e proprio «movimento in movimento», ricco di specificità e procedure diverse, intelligenze multiple, tutte unite sullo stesso obiettivo: il più grave inquinamento dell’acqua potabile in Europa che ha colpito la popolazione di una vastissima area antropizzata del Nord Italia.

Si va dalle Mamme No PFAS agli Angry Animals dei Centri Sociali, passando per associazioni storiche dell’ambientalismo italiano come Greenpeace e Legambiente, fino a raccogliere competenze dei gruppi di medicina ambientale e medicina del lavoro di livello nazionale come ISDE e Medicina Democratica, o locale come CiLLSA, associazione di Arzignano. Fondamentale fin dall’esordio della questione l’azione dei grandi raggruppamenti ambientalisti come il Coordinamento Acqua Bene Comune di Vicenza e Verona che raccoglie oltre ad alcune associazioni già citate, tutta la grande ricchezza dei Gruppi di Acquisto Solidale, in particolare la Rete Gas Vicentina. Grande importanza hanno poi i gruppi territoriali NO PFAS indipendenti in continua nascita e relazione costante con il grosso del movimento, spesso fautori di fondamentali analisi del sangue e delle acque locali.

Questo arcipelago si muove a cascata continua e ramificata, come fosse un fiume a ramificazione delta, imprevedibile, che si allarga e si divide nel corso del tempo, continuamente, con assoli o di concerto, sporadiche tracimazioni, per meglio colpire/agire/studiare, ed infine scendere imponente e riunirsi ad estuario nei momenti delle grandi manifestazioni, riunioni, marce, conferenze. La porta è aperta, nessuno escluso, nel rispetto/valorizzazione delle diversità e del comune obiettivo: un ambiente migliore che metta l’economia del profitto e del lavoro a tutti i costi sempre dietro alla politica dei territori, alla salute dei cittadini, alla salubrità degli stessi spazi dove ognuno svolge le proprie funzioni, qualsiasi esse siano. In due parole, prima l’ambiente, poi di concerto tutto il resto. Prima il rispetto dell’altro da sé, fondativo del sé, poi tutto il resto. Prima il noi, dopo, e per cui, l’io. Prima il comune, dopo il privato. In continuo rapporto dialettico e mai scontato con il pubblico.

Esistono Gruppi di Lavoro Interpartes coordinati e strutturati, con referenti e competenze di alto livello, tra cui medici, scienziati in altre discipline, ricercatori, semplici e preparatissimi cittadini attivi, artisti, grafici, editori. Non sempre e non tutti possono partecipare a tutto, condividere la complessità e la molteplicità delle azioni. Ciò non toglie la possibilità di partecipare e interagire – anche con poco o in piccola parte – per poter tutti migliorare e costruire un mondo migliore. Insieme.

Se vuoi partecipare alle nostre riunioni generali – alla nostra straordinaria “sola moltitudine”, al nostro grande arcipelago – scrivi a redazione.pfasland@gmail.com

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NOTA // «La terra dei pfas – pfas.land – non è altro che la Terra violata dall’artificio dell’uomo con il suo mezzo più potente – incolore, inodore, insapore – e subdolo, incarnato da una molecola chimica: l’ingordigia del profitto ad ogni costo, ambientale, sociale, personale. Ovvero sia il pericolo biochimico passato per via istituzionale. Per un fatto normale. Come norma di un’intera società. Nell’Antropocene, nel Capititalocene – l’epoca umana “industriosa” – il CRIMINE AMBIENTALE è un fattore primario di cambiamento climatico e ingiustizia sociale. La storia specifica della Miteni, fabbrica chimica di Trissino, e dei suoi territori, il Veneto contemporaneo, è emblematica del crimine ambientale istituzionalizzato. Capitalizzato. Una storia di valenza esemplare per tutti gli altri territori, quindi per certi versi universale, senza confini, come la diffusione della contaminazione per via sotterranea. Fermare questa diffusione e innescare nuove pratiche di comunità e socialità è il nostro compito. Una rivoluzione quotidiana, attraverso la composizione di rete delle nostre conoscenze e delle nostre azioni, molteplici e singolari allo stesso tempo» – scritta dai coordinatori della redazione per introdurre il lavoro di gruppo alle parti in causa.

«È questa forse l’occasione per un cambiamento radicale» – dalla presentazione di PFAS.land su Altreconomia di giugno 2019.