13 settembre 2021 | RIAPRONO LE SCUOLE. CITTADINANZA ATTIVA: UNA PROSPETTIVA CULTURALE COME SOLUZIONE A PFAS E DISASTRI SOCIALI/AMBIENTALI

di Donata Albiero

Un nuovo anno scolastico inizia, dopo l’esperienza difficile vissuta da studenti e operatori in epoca Covid, specchio di un’angoscia esistenziale che ha colpito l’intera società. Dal febbraio 2020.

La potenza della “natura in rivolta” ci ha spiazzati tutti e le nuove minacce per la salute degli esseri umani e del pianeta Terra ci angustiano. Molti scienziati hanno definito quest’epoca Antropocene, ovvero l’epoca in cui l’umano è diventato agente geologico al pari dei terremoti, dell’eruzione dei vulcani e degli spostamenti dell’asse terrestre. L’uomo ha alterato le matrici naturali, l’acqua (idrosfera), il suolo (pedosfera), l’aria (atmosfera) e con esse il rapporto con gli altri esseri viventi (biosfera).

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30 agosto 2021 | TRADUZIONE DI WHAT MATTERS «PFAS? SONO QUI PER RESTARE» – IL DOCUMENTO DIVULGATIVO DELL’AGENZIA AMBIENTALE TEDESCA TRADOTTO DAGLI STUDENTI ITALIANI

Come già accaduto per le recenti collaborazioni/traduzioni con la rivista internazionale Science e l’European Enviromental Bureau di Bruxelles, siamo particolarmente onorati e orgogliosi di presentare ai nostri lettori una nuova importante traduzione che riprende il modus operandi della “traduzione partecipata” utilizzato per la prima volta con il film THE DEVIL WE KNOW, tradotto da un’equipe di studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Boscardin di Vicenza.

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19 luglio 2021 | LE TOUR DU PFAS. ATTRAVERSARE I TERRITORI, UNIRE LE LOTTE. CON THE CLIMATE RIDERS

Ad un mese esatto da Le Tour Du Pfas riportiamo le foto, i video e altri documenti del giro ciclistico – «108 km tra bellezza e devastazione» – che ha visto impegnati gli attivisti del Veneto uniti dal comune denominatore dei Pfas. Davvero una grande giornata di attivismo, sport e relazioni, che resterà per sempre nel cuore e nelle menti di chi vi ha partecipato, anche solo per un brevissimo tratto. Undici sono stati i ciclisti che hanno fatto il percorso integrale – nonostante la giornata calda e afosa – insieme e sotto l’attenta regia dei nascenti The Climate Riders, i corridori difensori del clima.

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29 giugno 2021 | LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. RESOCONTO DI UN ANNO DI SCUOLA IN PIENA EMERGENZA COVID

di Donata Albiero

A seguire il dettagliato rapporto di fine anno scolastico della nostra coordinatrice del Gruppo Educativo Zero Pfas, in epoca Covid. Nonostante le restrizioni e le difficoltà possiamo ancora una volta constatare la forza, la civiltà e l’innovazione del percorso intrapreso del Movimento No Pfas all’interno delle scuole. Nelle considerazioni personali finali della Prof.ssa Donata Albiero la concretezza dell’azione educativa critica sembra incarnare l’antidoto democratico ai fallimenti sistemici che hanno caratterizzato la politica degli ultimi decenni. La scuola libera e critica è e resta quindi la base di ogni società aperta e democratica, ma da sola non è sufficiente se i cittadini non si rendono poi corpi attivi veicolando la loro positività “scolastica” verso offerte politiche di mondi desiderabili, non solo come soluzione ai mondi devastati dai disastri ambientali che hanno pervaso le nostre valli, ma come costruttori di nuovi mondi e paradigmi.

Diciamo questo perché le nostre valli – nonostante la narrazione mainstream dica il contrario e celebri il primato “superficiale” del Veneto – sono divenute nei fatti e nelle statistiche il simbolo inequivocabile dell’amaro frutto provocato dalla “passività” tipica delle società iperconsumistiche, tutte protese a creare e a consumare artifici e profitti “a tutti i costi”. Anche quelli dei beni primari, come l’acqua, e la salute dei cittadini.

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4 giugno 2021 | CARBONI E RIGENERAZIONI. DOVE FINISCONO I PFAS TOLTI DALL’ACQUA? IN ARIA? LA QUESTIONE CARBONI ATTIVI, I DOCUMENTI CHEMVIRON-ARPAV-MITENI, LE DOMANDE SENZA RISPOSTA DELLA REGIONE VENETO IN ECOMAFIE

di Davide Sandini

Ciò che state per leggere – crediamo – è uno dei passi più importanti nella lotta no pfas di questi ultimi anni. Un cambiamento di fase, quasi un cambiamento di stato, per prendere spunto dal linguaggio della fisica. Meglio, un cambiamento di “matrice ambientale” per passare alla più complessa articolazione biologica di cui la chimica e la fisica sono la base.

Stiamo infatti per farvi fare un passaggio dalla matrice acqua alla matrice aria, lasciando per il momento da parte le altre matrici collegate, alimenti e suoli. Ci siamo chiesti per molto tempo dove potessero finire i PFAS tolti dall’acqua, dagli acquedotti, dalle barriere idrauliche, perfino dai fanghi, quando queste sostanze temibili e persistenti non percolassero nel profondo delle nostre terre. Per poi riemergere nei nostri piatti.

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10 maggio 2021 | SENTENZA STORICA DI RINVIO A GIUDIZIO CONTRO LA MITENI. DOCUMENTI VIDEO FOTOGRAFICI DELLA DUE GIORNI NO PFAS. AZIONE E POESIA IN PUNTA DI DIRITTO

di Comitato di Redazione PFAS.land

Seguono i documenti video fotografici / sottolineature / approfondimenti della due giorni organizzata dal Comitato di Redazione di PFAS.land, in collaborazione con tutte le forze del movimento No Pfas, allargato ad istanze territoriali connesse – «attraversare i territori, unire le lotte» – per dare forza e contenuti all’ultima udienza preliminare del Procedimento Miteni, conclusasi con lo storico rinvio a giudizio di tutti gli imputati per tutti i capi d’accusa, il giorno 26 aprile 2021, data per noi storica. Un segno indelebile della nostra lunga battaglia. Di civiltà.

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25/26 aprile cs | LUOGHI A PROCEDERE. ATTRAVERSARE I TERRITORI, UNIRE LE LOTTE. STAFFETTA DELLE ACQUE INFRANTE

di Comitato di Redazione PFAS.land

Pubblichiamo sotto il manifesto aggiornato – e relativa comunicazione congiunta – della mobilitazione di due giorni, spostata dal 21/22 marzo al 25/26 aprile. Noterete che compare una novità piuttosto significativa nella giornata del 25 aprile: la STAFFETTA DELLE ACQUE INFRANTE. Una specie di lunga marcia/passeggiata collettiva che parte da tre punti simbolo della contaminazione da Pfas e si snoda lungo i rispettivi corpi idrici compromessi:

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10 marzo 2021| TUTTO IL MOVIMENTO NO PFAS SI RIMETTE IN MARCIA. A COMINCIARE DALLE NUOVE VERSIONI DEL GIS + FAQ. I PROSSIMI APPUNTAMENTI. PRESIDIO STRAORDINARIO AL TRIBUNALE [nuova data 25/26 aprile] E COMITATI RIUNITI DEL VENETO SU INCENERIMENTO

di Comitato di Redazione PFAS.land

MOBILITAZIONE RINVIATA 25/26 APRILE
[comunicazione del 14 aprile 2021 > nuovo manifesto]

A seguito del peggioramento della situazione generale causata dalla GESTIONE COVID – passaggio da zona arancione a zona rossa, picco del contagio previsto per questi giorni, difficoltà e responsabilità nel muoversi delle parti in causa, molte delle quali provenienti da fuori Comune e da altre regioni – abbiamo deciso di rinviare alla prossima importante udienza (la PRIMA dibattimentale sul merito) la mobilitazione di due giorni. Il Covid infatti rischia di SOTTRARRE la giusta attenzione e partecipazione ai CONTENUTI delle nostre giornate. Lunedì saremo comunque presenti al processo e a seguito della decisione del giudice comunicheremo le nuova date e relativo nostro AGGIUSTAMENTO di mobilitazione. 

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Il MOVIMENTO NO PFAS SI RIMETTE IN MARCIA NEI GIORNI DELL’UDIENZA «RIUNIONE FASCICOLI PROCESSO PFAS MITENI»

Innanzi tutto ricordiamo l’appuntamento ZOOM di giovedì 11 marzo con i comitati veneti riuniti per discutere l’incenerimento dei PFAS (v. prima locandina sotto).

Dopo di che, arriva il grande appuntamento del 21/22 marzo con tutte le forze riunite. Rispetteremo le norme anticovid. Il nuovo DPCM permette le manifestazioni e i presidi. Abbiamo il permesso della Questura di Vicenza per i due giorni (è sufficiente presentare autocertificazione della partecipazione, per chi viene da fuori Comune*). Non possiamo presenziare la notte prevista, causa coprifuoco. Simbolicamente, per noi, che miriamo alla qualità del messaggio, ai suoi significati sul lungo periodo, non cambia niente. Smontiamo il campo simbolico per la notte e ritorniamo la mattina. Di seguito come abbiamo immaginato il nuovo grande appuntamento, con Manifesto + Comunicato.

* In caso di rinvio per restrizioni COVID, aggiorneremo questa pagina.

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18 febbraio 2021 | SI POSSONO INCENERIRE I PFAS? NO. MUTANO, SI DIFFONDONO, COSTANO. IL PUNTO SCIENTIFICO E LA QUESTIONE INCENERITORE DI FUSINA

di Giovanni Fazio

Da molti anni si profila all’orizzonte del Veneto una richiesta di linee di incenerimento molto superiore alla quantità di rifiuti prodotti nella stessa nostra Regione. In parole povere, un business sui rifiuti. E sulla salute della gente. Non solo: questa richiesta va in controtendenza con ciò che dovrebbe essere una politica che sia veramente ecologica e attenta al riciclo, al riuso, alla differenziazione degli stessi rifiuti, “non solo” civili, ma anche industriali. Su questo ultimo super-ambito entra a spada tratta la questione molecole PFAS, sconfinando perfino – come scopriremo in questo pionieristico articolo – nei rifiuti civili, tanto sono diffuse e dotate di grande mobilità le sostanze in oggetto.

Il fallimento della termodistruzione dei PFAS aggiunge un nuovo ulteriore elemento che mette seriamente in discussione l’efficacia degli inceneritori di rifiuti – come quello proposto per Fusina – aggravando ancora di più la liceità liberticida di chi permette queste pratiche in zone densamente abitate. Infatti, la diffusione dei perfluoalchilici attraverso le emissioni delle ciminiere rende estremamente e indiscutibilmente pericoloso questo tipo di impianti, oggi più che mai, dopo la “scoperta sociale” di queste sostanze, sostanze che hanno reso il Veneto protagonista di uno dei più grandi disastri socioambientali al mondo, quello delle Valli dell’Agno e del Chiampo. 

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12 gennaio 2021 | COSA SONO I PFAS? EVITANDO L’EFFETTO LAMPIONE. L’ARTICOLO DELL’EUROPEAN ENVIROMENTAL BUREAU. PREOCCUPAZIONI E STRATEGIA EUROPEA PER IL FUTURO

introduzione di Dario Zampieri
articolo di Jean-Luc Wietor

Dopo le traduzioni autorizzate di due articoli sui Pfas (2020) comparsi sulla prestigiosa rivista scientifica Science, dopo aver tradotto ufficialmente in italiano il docufilm (2019) The Devil We Know e aver coordinato la testimonianza diretta in Italia dell’avvocato americano Robert Bilott in un grande teatro strapieno (Lonigo 2017, comune nell’epicentro della contaminazione) e presso le autorità del Veneto, gli attivisti e ricercatori del Comitato di Redazione Interdisciplinare PFAS.land hanno iniziato in questi mesi una nuova libera collaborazione internazionale con la sezione “Industria e Salute – Sostanze chimiche” dell’EEB (European Environmental Bureau), la più grande rete europea di organizzazioni civili di cittadini (più di 160 organizzazioni di oltre 35 paesi), con sede a Bruxelles, che opera fissando l’agenda, monitorando, fornendo consulenza e influenzando il modo in cui l’UE affronta questi problemi. La collaborazione ha portato ad una nuova e importante traduzione.

L’European Environmental Bureau è sostenuto nelle sue attività di ricerca e divulgazione da Unione Europea, Organizzazioni ed Agenzie Intergovernative (FAO, OECD, UNECE, UNEP), governi (tra cui quello italiano, con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare), oltre a fondazioni ed altre organizzazioni. Sul loro sito si può leggere che uno studio del 2016 mostra che gli effetti degli interferenti endocrini (EDC), che contribuiscono sostanzialmente alle malattie riproduttive nelle donne, costano in Europa 1,4 miliardi di euro l’anno (oltre naturalmente alle sofferenze umane, che non sono quantificabili).

Uno dei prodotti del gruppo di lavoro sulle Sostanze chimiche è il documento «PFASs – avoiding the streetlight effect», che in modo semplice e con l’ausilio di efficaci illustrazioni cerca di popolarizzare un tema molto complesso ed ostico ai non addetti ai lavori, quello della natura e degli usi dei Pfas, cercando di portarlo fuori dalla luce omologante con cui di solito vengono trattati. In poche parole: cosa sono queste temibili sostanze? Sono esse riducibili alle soliti note, PFOA e PFOS? In cosa consistono le differenze e perché non vengono spiegate con chiarezza dalle nostre agenzie ambientali?

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