24 febbraio 2022 | IL CAOS TAV NELLA TERRA DEI PFAS. IL PUNTO SUL TAV E ALTRI RIMOSSI. UNA PATOLOGIA SOCIALE COLLETTIVA

di Leonardo Barban e Cristina Pozzan

Dopo aver pubblicato gli articoli scientifici degli scienziati IRSA-CNR e ISDE abbiamo chiesto a due giovani attivisti del territorio di Montecchio Maggiore, epicentro di molti conflitti ambientali, primo paese di confine a valle della Miteni di Trissino, il punto sul Tav e altre rimozioni. Ne è uscito un testo di grande valore documentale e generazionale.

Nei luoghi dove ogni grande opera ha il sapore amaro del profitto per pochi, comprese quelle che sono i legittimi servizi di cura, come il nuovo Ospedale di Montecchio, quasi fosse lo stesso nosocomio “un’ombra alta e inconscia” sulla bellezza dei Castelli retrostanti gettata sui territori dove insistono tumori e persiste la più grande contaminazione delle acque potabili del mondo occidentale, meglio, una “popolare” istituzione di una simbolica “Cattedrale del Male” costruita per curare i mali dell’industrializzazione selvaggia, facendo pure profitto su queste cure; nelle stesse terre dove non sono ancora stati affrontati e risolti le urgenti questioni “rimosse” dalla Regione Veneto sui fanghi di conceria e l’incenerimento dei carboni attivi a Fusina e Legnago, contenenti PFAS; in questi luoghi e di questi tempi di caos imperante e di guerre tardoimperialiste – oggi la Russia attacca l’Ucraina difesa dai soldati americani di Vicenza, scambiati per militanti di un’anacronistica NATO – leggere il testo elaborato da questi nostri giovani infonde speranza.

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2 marzo 2019 | PERSISTENZA DEI PFAS NEL SANGUE DEI LAVORATORI MITENI

di Prof. Franco Sarto
Università di Padova
già Direttore del Servizio
di Prevenzione e Sicurezza del Lavoro ULSS 16

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Lettura divulgativa dello Studio commissionato dall’Assessorato alla Sanità del Veneto al dott. Enzo Merler (DGRV n. 1191 del 1 ago.2017)

I composti perfluoroalchilici (PFAS) sono assorbiti rapidamente dall’organismo umano per via aerea e cutanea nei lavoratori e per via alimentare nella popolazione generale. La loro eliminazione è lenta e dura anni, per questo si verifica il fenomeno del bioaccumulo. Lo studio commissionato dalla Regione aveva il principale scopo di valutare l’emivita di questi composti, cioè il tempo necessario a dimezzare la loro concentrazione nel sangue. Questo dato si ottiene valutando nel tempo le concentrazioni dei vari composti dopo il cessare dell’esposizione professionale. Non è una misura precisa in quanto non si può escludere un assorbimento extra professionale, ma dati gli altissimi livelli di accumulo nei lavoratori della Miteni, è un dato importante. Continua a leggere 2 marzo 2019 | PERSISTENZA DEI PFAS NEL SANGUE DEI LAVORATORI MITENI