ALICE (ABRAMOVIC) IN PFASLAND | 27 giugno 2026 VENEZIA – bozza redazionale

Alice (Abramović) in Pfasland

artisti marciano e performano contro la più grande contaminazione al mondo da sostanze chimiche eterne

una scultura sociale – a living sculpture

Collettivi Artistici No Pfas
Pre-Historia Covo d’Artista, Terra Nostra, ife collective

concepita e diretta da
Alberto Peruffo + Rete Zero Pfas Veneto

SABATO 27 GIUGNO 2026
VENEZIA
Campo dell’Accademia h 11 – Giardini della Biennale h 15

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Sintesi dell’opera
Nelle meravigliose Terre Venete (Venetian Wonderlands), ad un anno preciso dalla Sentenza Storica Miteni contro le multinazionali del veleno chimico eterno (Forever Chemicals), un esercito di artisti (artivisti) marcia dalle Gallerie (dell’Accademia) ai Giardini (della Biennale) sotto il vessillo incolore-inodore-insapore dei PFAS (pericolo biochimico su sfondo giallo simbolico), sventolando sdegno e pensiero, le loro preoccupazioni, esibendo opere apotropaiche (che allontanano-denunciano il male) e pronunciando articoli di diffida penale per avvelenamento di massa tramite acqua, aria e cibo (artt. 439 e 452 cp), contro le autorità preposte. 

Contesto dell’opera
Gli artisti convenuti denunciano l’omertà delle cittadinanze passive, la corresponsabilità delle istituzioni, in particolare la Regione Veneto, nonché la collusione collettiva, di tutto e di tutti, con i giganti industriali che producono dette sostanze, utili oggi non più all’umanità (ci sono i sostituti ed è stato chiesto il bando), ma alla guerra, alle produzioni militari, ai grandi consumi, alla finanza tossica. 

Punti simbolici dell’opera
Tale contaminazione sta rendendo sempre più vulnerabile e inabitabile il mondo intero, in primis la Terra dei Fortunati, la wonderland Veneto contemporanea, affaristica Zona di Sacrificio ad Alto Reddito colonizzata da vigneti industriali e da scarichi chimici sotterranei, ovunque: i reflui carichi di PFAS arrivano, per diversa matrice, fisica e psicologica, materica e simbolica, via mare e via terra, via aria e via cibo, ora perfino tramite l’arte, alla Biennale di Venezia, proprio e durante l’edizione ecumenica che pone a dibattito internazionale il Detersivo del Potere, l’Artwashing. Pratica di cui queste sostanze, se trattate in modo oppositivo, radicalmente artistico, sono l’anticorpo.

Collettivi Artistici No Pfas
La presa di posizione dell’arte, degli Artisti No Pfas, le loro indagini territoriali, Meeting Gardens, le loro provocazioni concettuali-culturali, Pre-Historia, segnano una svolta, l’inizio di una nuova Storia, artistica e sociale, di prima politica, nelle terre contaminate dall’Umana Prepotenza. Una Storia di valore locale e universale.

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OCCORRENZE, CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA, VERSIONE CON NOTE CONNETTIVE IN CALCE
Per contatti, informazioni, adesioni, scrivere a info.veneto@zeropfas-italia.org – https://www.zeropfas-italia.org/

Occorrenze minime tecniche e materiali
50 bandiere gialle 100×70 pericolo biochimico pfas e relative aste; 2 bandieroni aranciosangue e bluacquacielo con inserto giallo 300×200; cartucce (cartoline) artistiche per ogni artista (o gruppo di artisti), personalizzate su preformato fornito; 300 volantini A5 RZPV da distribuire; microfono e cassa portatile; artisti e performer, materiali secundum necessitatem. Gli artisti, oltre a rappresentare le opere già prodotte sul fronte delle “cartucce”, con tutti i riferimenti testuali e i link sul retro, potranno anche pensare o indossare sui loro corpi le stesse opere, eventualmente portare quelle portabili, o concepirne di nuove per l’occasione.

Convocazione Conferenza Stampa Rete Zero Pfas + operatività per i collettivi artistici
Nei due posizionamenti previsti (due grandi cerchi performativi circondati da bandiere sventolanti il simbolo della contaminazione, con lettura di testi e interventi sonori-musicali), il primo presso il Calle della Carità dell’Accademia, ore 11/12, il secondo presso i Giardini della Biennale ore 15/16, gli artisti e gli attivisti distribuiranno volantini e cartoline delle loro opere. Saranno divulgati per la prima volta ai media i risultati dei dati ambientali e alimentari delle ultime campagne di ricerca indipendenti promosse dalla RZPV, nonché portati all’attenzione della Stampa «le informazioni più o meno trattenute dei dati ufficiali istituzionali» – dipendenti – ricevuti o non-ricevuti, con relative considerazioni. Dall’Accademia ai Giardini ci si sposterà a piedi in formazione distinta e coordinata. Prima e durante i posizionamenti, gli artisti e gli attivisti potranno visitare, in gruppi accompagnati, le Gallerie e la Biennale, dotandosi di apposito biglietto collettivo, a prezzo ridotto.

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:-( versione integrale con note connettive e link di approfondimento )-:
:- [ da leggere! ]-:

Alice (Abramović)1 in Pfasland

artisti marciano e performano contro la più grande contaminazione al mondo da sostanze chimiche eterne
una scultura sociale – a living sculpture2

Collettivi Artistici No Pfas3
Pre-Historia Covo d’Artista, Terra Nostra, ife collective

concepita e diretta da4
Alberto Peruffo + Rete Zero Pfas Veneto

Nelle meravigliose Terre Venete5 (Venetian Wonderlands), ad un anno preciso dalla Sentenza Storica Miteni6 contro le multinazionali del veleno chimico eterno (Forever Chemicals), un esercito di artisti (artivisti7) marcia dalle Gallerie (dell’Accademia) ai Giardini (della Biennale) sotto il vessillo incolore-inodore-insapore dei PFAS (pericolo biochimico su sfondo giallo simbolico)8, sventolando sdegno e pensiero, le loro preoccupazioni, esibendo opere apotropaiche (che allontanano-denunciano il male)9 e pronunciando articoli di diffida penale per avvelenamento di massa tramite acqua, aria e cibo (artt. 439 e 452 cp)10, contro le autorità preposte.

Gli artisti convenuti denunciano l’omertà delle cittadinanze passive, la corresponsabilità delle istituzioni11, in particolare la Regione Veneto12, nonché la collusione collettiva, di tutto e di tutti, con i giganti industriali che producono dette sostanze, utili oggi non più all’umanità (ci sono i sostituti ed è stato chiesto il bando13), ma alla guerra, alle produzioni militari, ai grandi consumi, alla finanza tossica14

Tale contaminazione sta rendendo sempre più vulnerabile e inabitabile il mondo intero, in primis la Terra dei Fortunati, la wonderland Veneto contemporanea, affaristica Zona di Sacrificio ad Alto Reddito15 colonizzata da vigneti industriali16 e da scarichi chimici sotterranei17; ovunque: i reflui carichi di PFAS arrivano, per diversa matrice, fisica e psicologica, materica e simbolica, via mare e via terra, via aria e via cibo18, ora perfino tramite l’arte, alla Biennale di Venezia, proprio e durante l’edizione ecumenica che pone a dibattito internazionale il Detersivo del Potere: l’Artwashing19. Pratica di cui queste sostanze, se trattate in modo oppositivo, radicalmente artistico, sono l’anticorpo.

La presa di posizione dell’arte, degli Artisti No Pfas, le loro indagini territoriali, Meeting Gardens, le loro provocazioni concettuali-culturali, Pre-Historia, segnano una svolta, l’inizio di una nuova Storia, artistica e sociale, di prima politica, nelle terre contaminate dall’Umana Prepotenza. Una Storia di valore locale e universale20.

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Bandiera. Nel cerchietto verde all’interno del QR compariranno il logo della Rete Zero Pfas e la pagina dedicata all’operazione. Il link rimanderà a tutti i reindirizzamenti dei collettivi artistici, alle relative opere degli artisti partecipanti, nonché alla pagina dedicata del sito RZPV. Le 7 bande laterali rappresentano le 7 province del Veneto contaminate (più o meno direttamente, anche con l’esportazione di cibo), riprendendo la divisione geometrica della bandiera ufficiale della Regione. Tolta la bandiera dall’asta di legno, la si può usare come mantellina (saranno predisposte due stringhe laterali ai bordi superiori) da indossare sulle spalle come segno da portare all’interno degli spazi espositivi ufficiali (Accademia e Biennale), come oggetto simbolico di contaminazione. I codici QR daranno indicazioni ai curiosi, non essendo permesso volantinare all’interno di spazi pubblici, ma comunque potendo portare un capospalla. A fine operazione, la bandiera con asta si potrà piantare nelle campagne contaminate del Veneto o dove si ritiene opportuno.

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NOTE CONNETTIVE E LINK DI APPROFONDIMENTO

  1. Alice non è più nel Paese delle Meraviglie. Alice si trova nel Veneto contaminato, contemporaneo. Alice (in Wonderland, Carroll 1976) Abramović (Venezia 2026) rappresenta la figlia simbolica, ideale, plurale, artistica, concreta, politica, di Marina Abramović, in particolare della performance The Hero, dove l’artista mette in connessione la necessità dell’eroismo nell’arte con la memoria del dolore delle guerre, per ricordare la morte del padre soldato. L’artista qui è scesa da cavallo e si sofferma sul Campo di Battaglia rappresentato dall’acquaforte di Käthe Kollwitz (1907), immagine tratta dalla Collezione delle Belle Arti della Repubblica Democratica Tedesca (in Grafica  Rivoluzionaria e Proletaria, mostra del Comune di Venezia, 1982), nella quale si racconta la lotta e la sofferenza delle terre e dei contadini. La “nostra plurima” Alice (la Black Anna di Kollwitz , la Marina in Abramović, la madre contadina universale, etc) scende quindi dal cavallo dell’arte museale ed esce sul campo di battaglia. Sui nostri territori. Agisce. Indaga. Semina. Connette storie, artisti, geografie. Un seme che dalle Gallerie germoglierà, plurale, ai Giardini >> https://circa.art/exhibition/marina-abramovic-the-hero/ –  https://www.arte.it/calendario-arte/venezia/mostra-transforming-energy-102491 – ​​https://collections.artsmia.org/art/7282/the-battlefield-kaethe-kollwitz ↩︎
  2. Il concetto di “scultura sociale vivente” riprende altre opere-azioni della medesima regia dell’autore, come The Wandering Cemetery (già ospite in Biennale 2007 come opera centrale e finale della Difesa della Natura di Joseph Beuys), The Sad Smoky Mountains (2008), Gandhi’s Upstanding Netpoint (2009), A Social Container (2010), Non torneranno i prati/larici (2014-2026) >> http://www.antersass.it/alberto_peruffo/alberto_peruffo_concepts_works.htm 
    ↩︎
  3. I collettivi d’arte che partecipano hanno già prodotto o stanno producendo opere sul tema “No Pfas”. In sequenza:
    Pre-Historia Covo d’artista, a cura di Roberta Feoli e Silvana Gaspari >> https://www.vez.news/territori/venezia/pfas-a-venezia-la-mostra-pre-historia-_-covo-dartista-mette-in-scena-la-crisi-ambientale
    Terra Nostra, a cura di Michela Modolo e Toni Buso >> https://progettoterranostra.it/opere-e-artisti-no-pfas/
    ife collective, a cura di Eleonora Ambrosini, Ilaria Zampieri e Carolina Ongaro >> https://www.ifecollective.it/it/projects/meeting-gardens-alternative-program-2026-open-call
    ↩︎
  4. Il coordinamento dell’operazione è della Rete Zero Pfas Veneto >> https://www.zeropfas-italia.org/
    L’ideazione, la regia e parte della performance musicale sono di Alberto Peruffo, nella veste di C-Duval >> https://casacibernetica.cloud/category/c-duval-tour/  ↩︎
  5. Le meravigliose Terre Venete, nome anche di una banca del territorio, sono: “realmente”, la bellezza straordinaria del Veneto, regione italiana con capoluogo Venezia; “ironicamente”, la Terra dei Fortunati celebrate ed edulcorate nel saggio I pessimisti non fanno fortuna di Luca Zaia (Marsilio Editore, 2022), già presidente per molti anni (quelli oggetto della contaminazione) della stessa Regione. Un vero paese dei balocchi >> https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2971823/i-pessimisti-non-fanno-fortuna ↩︎
  6. La sentenza storica contro le multinazionali (Mitsubishi – ENI – ICIG), pronunciata dal Tribunale di Vicenza il 26 giugno 2025, ha portato in primo grado a 141 anni di carcere per i colpevoli e a milioni di euro di risarcimento per la comunità. Il testimone chiave è stato l’avvocato Robert Bilott, il quale ha portato i documenti che attestavano la consapevolezza della tossicità dei PFAS e la collusione economica tra DuPont e Miteni, a scapito degli operai e delle cittadinanze >> https://www.doppiozero.com/miteni-gli-inquinanti-eterni-e-la-sentenzahttps://www.renewablematter.eu/en/miteni-pfas-trial-historic-ruling-condemns-11-former-executives ↩︎
  7. Sul concetto di “artivismo”, la rivista Connessioni Remote dell’Università di Milano, ha dedicato un intero fascicolo, con un focus sulle opere corali citate. A pag. 201-203 la testimonianza dell’autore, riportata integrale dai ricercatori >> https://casacibernetica.cloud/2021/03/17/arte-e-politica-larte-armata-artivismo-antimilitarista-lesperienza-del-movimento-no-dal-molin-a-vicenza-the-wandering-burning-cemetery-su-connessioni-remote-di-unimi/https://riviste.unimi.it/index.php/connessioniremote/issue/view/1643/319 ↩︎
  8. Il simbolo su sfondo giallo di “pericolo composito” – biologico, rappresentato dalle lame, e chimico, rappresentato dalle orbite atomiche – è stato ideato dal Movimento No Pfas e usato per la prima volta in una grande manifestazione a Venezia, nell’ottobre del 2019 >> https://pfas.land/2019/10/24/24-ottobre-2019-la-grande-offensiva-contro-i-crimini-ambientali-risposta-alla-lettera-di-bottacin/ ↩︎
  9. Le opere apotropaiche, dal greco apotrópaios, “volgere lontano”, hanno la funzione di denunciare e allontanare il male, attraverso le vie imperscrutabili dell’arte. Che sono vie insubordinate al Potere, ovvero capisaldi di posizione. Gli artisti convenuti – oltre a impersonificare le loro opere con la loro presenza – distribuiranno “cartucce” artistiche con la rappresentazione delle stesse. Delle vere e proprie “munizioni di immaginario” per far scaturire scenari di pace e giustizia sociale, disinnescando con le armi civili (braccia e corpi, arms and bodies) le armi militarmente intese, quelle che producono morte nei territori, comprese le tossicità massive di molte delle produzioni industriali di grande scala e consumo, in mano a gruppi multi e transnazionali.
    ↩︎
  10. Gli articoli citati del codice penale parlano chiaro. Art. 439: «Chiunque avvelena acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto deriva la morte di alcuno, si applica l’ergastolo; e, nel caso di morte di più persone, si applica[va] la pena [di morte] [448, 452]». L’Art. 452 colpisce anche la colpa, non solo il dolo, per tutti i delitti contro la salute. I due articoli si trovano qui >> https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vi/capo-iii/art452.htmlhttps://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vi/capo-ii/art439.html ↩︎
  11. Tutti sapevano, tutti tacevano. Questo è emerso dall’indagine del NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Treviso, guidato dal Maresciallo Manuel Tagliaferri) che ha dato fondamento al Processo Miteni. La Regione sapeva, la Provincia sapeva, i Sindaci sapevano, i politici e le corporazioni sapevano. Sul Concetto di Corresponsabilità PFAS.land ha dedicato ampio spazio. Qui un articolo sulla stampa nazionale >> https://www.repubblica.it/cronaca/2019/03/20/news/disastro_pfas_la_provincia_di_vicenza_ha_nascosto_l_inquinamento_per_tredici_anni-222114177/ ↩︎
  12. Come da nota precedente, la Regione Veneto ha diverse e strutturate corresponsabilità sulla contaminazione da PFAS. Oltre a quelle pregresse tecnico-amministrative, in fatto di accertamento ed emergenza dichiarata, post-contaminazione, ha gravissime responsabilità sulla disinformazione fornita alla cittadinanza, come ha sentenziato il report della Missione ONU sulle sostanze chimiche presentato al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra il 20 settembre 2022. Ancora oggi le analisi sugli alimenti sono trattenute e/o rilasciate con grande criticità e le analisi del sangue “libere” per tutti, sono di fatto blindate >> https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/pfas-veneto-orellana-violato-diritto-salutehttps://pfas.land/2022/09/20/20-settembre-2022-lonu-si-pronuncia-sulla-questione-pfas-al-veneto-inquinato-dedicato-un-intero-capitolo-omissioni-delle-autorita-regionali-stop-pfas-a-livello-europeo-e-mondiale-una-lotta-div/ ↩︎
  13. La messa al bando dei PFAS è un documento concertato di più di cento soggettività di attivisti europei, presentata a Roma il 23 maggio del 2026 >> https://pfas.land/bando-pfas-comunicati-stampa/ ↩︎
  14. In fatto di finanza tossica, ma anche sulle produzioni alimentari, consigliamo di leggere i report del collettivo PFAS.land. In particolare il recente parere sul Risarcimento Truffa messo in opera da società di avvocati con fondi multinazionali stranieri >> https://pfas.land/risarcimento-miteni-pfas-una-truffa-del-capitale-il-nostro-parere/ ↩︎
  15. Sul concetto di «Zona di Sacrifico ad Alto Reddito», ma anche sulla “resistenza percettiva” necessaria nei luoghi ad alta intensità di monocolture che hanno reso il Veneto la Terra dei Fortunati, rimandiamo agli autori e ai concetti sviluppati dal Laboratorio Politico di _Ecologia e già ripresi da diverse Università >> https://laboratoriopolitico.org/ ↩︎
  16. Da quando in Veneto sono stati liberalizzati in modo massivo certi vini, come il Prosecco DOC, il vigneto industriale ha invaso interi territori prima diversificati nelle colture. Negli ultimi anni l’utilizzo industriale di pesticidi fluorurati ha comportato alte presenze di TFA (PFAS ultracorto) come sottoprodotto (metabolita) derivante dall’incompleta degradazione ambientale >> https://www.pan-europe.info/press-releases/2025/04/study-reveals-alarming-surge-forever-chemical-tfa-european-wine ↩︎
  17. Il caso più eclatante di scarico sotterraneo di sostanze tossiche – ad alto contenuto di PFAS – è quello del Tubone ARICA che per anni ha sversato contaminanti tossici diluiti dall’acqua del fiume Adige, tramite il Canale LEB, sul fiume Fratta Gorzone, da cui attingono acque irrigue gli agricoltori, facendo passare per “vivificazione” (un inganno semantico) a valle ciò che di fatto è un fatto criminoso di diluizione a monte >> https://pfas.land/2019/01/24/24-gennaio-2019-oltre-il-caso-miteni-storia-di-un-disastro-annunciato-dalla-rimar-al-tubone-arica-fino-alla-questione-alimentare/ ↩︎
  18. La contaminazione da PFAS causata dalla Miteni è considerata il più grande inquinamento delle acque ad uso idropotabile della storia d’Europa. Oltre a viaggiare per le vie difficilmente controllabili della catena alimentare, i PFAS tolti dagli acquedotti civili e dalle barriere idrauliche dei siti contaminati, grazie a una filtrazione mediante carboni attivi, vengono di fatto spostati in aria durante la rigenerazione dei filtri: una termodistruzione incompleta, come è stato dimostrato dai dati ARPAV negli impianti di Legnago e dai nostri dati, produce emissione di PFAS “riconfigurati” (PIC, prodotti di combustione incompleta) nell’atmosfera, depositandoli ovunque nei dintorni, oltre a produrre fanghi e altre ricadute logistiche di movimentazione >> https://www.zeropfas-italia.org/?p=693 ↩︎
  19. Sull’Artwashing come “detersivo del potere” – definizione molto suggestiva presa in prestito dal gallerista Salvatore Iacono – vedasi la maggior parte dell’Arte Contemporanea che gira all’interno dei circuiti della mercificazione e della finanza, spesso a braccetto con la cultura istituzionale: arte usata per distrarre o intrattenere od ornare >>  https://www.facebook.com/salvatoreiaconogallerist/posts/art-washing-la-cultura-come-detersivo-del-poterelarte-dovrebbe-essere-terreno-cr/815707711268891/ ↩︎
  20. «We have passed the limit of livability, therefore we must apply “the art of legitimate beyondness”. Capitalism is one of the worst expressions of human arrogance [umana prepotenza]». Sulla connessione dei Collettivi Artistici No Pfas – così collettivamente riuniti con questa formula, singolarmente linkati nella nota 3 – molte sono le strade che portano ad o partono da essi, dalla presa di posizione, alla connettività intersezionale e interdisciplinare, all’urgenza di una nuova storia, quasi fossimo all’alba di una “preistoria”, dopo la gravissima contaminazione accaduta in Veneto, nelle terre di Venezia, città simbolo della bellezza e della fragilità umana. Tutti i collettivi e gli artisti citati hanno collaborato in questi anni con la Casa di Cultura C – Bibliothèque di Duval – Laboratorio politico di _ecologia fondata da Alberto Peruffo, autore della citazione tratta dal breve saggio pubblicato da Z Magazine e Monthly Review in USA, sulle forme dell’attivismo radicale, rigoroso e nonviolento, dove l’arte fa la sua imprescindibile parte >> https://casacibernetica.cloud/2023/09/20/forbisage-capitalism-must-be-stopped-not-reformed-in-usa-seminario-venice-climate-camp/ ↩︎

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alberto_peruffo_CC

Archivio PFAS.land
Antersass Casa Editrice, 4 giugno 2026

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