29 giugno 2021 | LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. RESOCONTO DI UN ANNO DI SCUOLA IN PIENA EMERGENZA COVID

di Donata Albiero

A seguire il dettagliato rapporto di fine anno scolastico della nostra coordinatrice del Gruppo Educativo Zero Pfas, in epoca Covid. Nonostante le restrizioni e le difficoltà possiamo ancora una volta constatare la forza, la civiltà e l’innovazione del percorso intrapreso del Movimento No Pfas all’interno delle scuole. Nelle considerazioni personali finali della Prof.ssa Donata Albiero la concretezza dell’azione educativa critica sembra incarnare l’antidoto democratico ai fallimenti sistemici che hanno caratterizzato la politica degli ultimi decenni. La scuola libera e critica è e resta quindi la base di ogni società aperta e democratica, ma da sola non è sufficiente se i cittadini non si rendono poi corpi attivi veicolando la loro positività “scolastica” verso offerte politiche di mondi desiderabili, non solo come soluzione ai mondi devastati dai disastri ambientali che hanno pervaso le nostre valli, ma come costruttori di nuovi mondi e paradigmi.

Diciamo questo perché le nostre valli – nonostante la narrazione mainstream dica il contrario e celebri il primato “superficiale” del Veneto – sono divenute nei fatti e nelle statistiche il simbolo inequivocabile dell’amaro frutto provocato dalla “passività” tipica delle società iperconsumistiche, tutte protese a creare e a consumare artifici e profitti “a tutti i costi”. Anche quelli dei beni primari, come l’acqua, e la salute dei cittadini.

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4 giugno 2021 | CARBONI E RIGENERAZIONI. DOVE FINISCONO I PFAS TOLTI DALL’ACQUA? IN ARIA? LA QUESTIONE CARBONI ATTIVI, I DOCUMENTI CHEMVIRON-ARPAV-MITENI, LE DOMANDE SENZA RISPOSTA DELLA REGIONE VENETO IN ECOMAFIE

di Davide Sandini

Ciò che state per leggere – crediamo – è uno dei passi più importanti nella lotta no pfas di questi ultimi anni. Un cambiamento di fase, quasi un cambiamento di stato, per prendere spunto dal linguaggio della fisica. Meglio, un cambiamento di “matrice ambientale” per passare alla più complessa articolazione biologica di cui la chimica e la fisica sono la base.

Stiamo infatti per farvi fare un passaggio dalla matrice acqua alla matrice aria, lasciando per il momento da parte le altre matrici collegate, alimenti e suoli. Ci siamo chiesti per molto tempo dove potessero finire i PFAS tolti dall’acqua, dagli acquedotti, dalle barriere idrauliche, perfino dai fanghi, quando queste sostanze temibili e persistenti non percolassero nel profondo delle nostre terre. Per poi riemergere nei nostri piatti.

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25/26 aprile cs | LUOGHI A PROCEDERE. ATTRAVERSARE I TERRITORI, UNIRE LE LOTTE. STAFFETTA DELLE ACQUE INFRANTE

di Comitato di Redazione PFAS.land

Pubblichiamo sotto il manifesto aggiornato – e relativa comunicazione congiunta – della mobilitazione di due giorni, spostata dal 21/22 marzo al 25/26 aprile. Noterete che compare una novità piuttosto significativa nella giornata del 25 aprile: la STAFFETTA DELLE ACQUE INFRANTE. Una specie di lunga marcia/passeggiata collettiva che parte da tre punti simbolo della contaminazione da Pfas e si snoda lungo i rispettivi corpi idrici compromessi:

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25 novembre 2020 | LIFE PHOENIX SCUOLA. EDUCAZIONE O MITIGAZIONE DEI DISCENTI. IL CONFRONTO TRA DUE PROGETTI EDUCATIVI: UNO PROMOSSO DALLA REGIONE VENETO, L’ALTRO DAI CITTADINI. LA SALUTE O IL RISPARMIO ECONOMICO AL PRIMO POSTO?

di Donata Albiero

Come un fulmine a cielo per niente sereno – in epoca Covid nella quale viviamo, specialmente nelle scuole – arriva sulle nostre scrivanie elettroniche il Progetto Life Phoenix per la Scuola. Avevamo già avuto contatti con il Programma Life voluto dall’Unione Europea per salvaguardare le risorse idriche e avevamo apprezzato le grandi competenze dei ricercatori scientifici dei vari istituti nazionali e internazionali coinvolti, specie dell’IRSA-CNR e dell’Università di Padova, nonché di alcuni tecnici di altro profilo dell’ARPAV, tecnici e scienziati con cui continuiamo a interfacciarci in modo critico e costruttivo.

Abbiamo quindi aperto con grande interesse il documento del progetto “co-istituzionale”, arrivato improvviso e tardivo non solo sulle nostre scrivanie, ma anche presso le segreterie degli Istituti scolastici delle zone contaminate. Subito abbiamo quindi chiesto un’analisi e un parere alla coordinatrice del “nostro” progetto Scuola – la Prof.ssa Donata Albiero, già dirigente scolastico – arrivato al terzo anno scolastico. Un sano e serio confronto, tra contenuti e modalità, fatto da un esperto in materia.

Fin da principio la decontestualizzazione forzata dai territori ci è sembrata un tirare il freno a mano rispetto all’inoppugnabile pendenza degli argomenti scientifici specifici, soprattutto la chiara identità chimica delle sostanze emergenti tanto declamate, come il GenX e il C6O4, mai o troppo poco nominate e storicizzate. Per non parlare delle patologie e dei danni alla salute e alle economie di prossimità. Fermarsi solo sul “valore assoluto dell’acqua”, senza declinarlo ai territori, alle criticità, alle corresponsabilità, alla gestione “locale” delle risorse, ai danni effettivi, comporta dei grandi rischi pedagogici e probabili indirizzi politico-amministrativi che dovrebbero restare fuori dalla scuola.

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15 luglio 2020 | SCRITTURA DIVULGATIVA DEL WEBINAR PFAS DI CARLO FORESTA. PATOLOGIE E DANNI BIOLOGICI DEI PFAS – C6O4 COMPRESO. LE ULTIME RISULTANZE E LE STRATEGIE/DOMANDE SOSPESE

di Claudio Lupo
[medico ISDE – Comitato di Redazione PFAS.land]

Una dettagliata sintesi del Seminario dell’Università di Padova «ESPOSIZIONE A PFAS E MANIFESTAZIONI CLINICHE: QUALI EVIDENZE SCIENTIFICHE E RUOLO DEL MEDICO DEL TERRITORIO» trasmesso in streaming il 22 maggio 2020, organizzato dal Dottor Carlo Foresta e dal suo prestigioso gruppo di ricerca. La nostra redazione, mediante la voce del medico ISDE Claudio Lupo, attivista di prima linea sulla questione PFAS, residente a Trissino, a pochi passi dalla Miteni, offre una lettura divulgativa e critica sulle importanti risultanze emerse, ma pure sulle strategie in opera e sulle lacune del sistema Veneto, che in parte riflette il sistema-mondo, soprattutto se un’autorevole Cattedra Unesco internazionale – patrocinante il webinar – non arriva a pronunciarsi con decisione sui concetti principali di prevenzione e di sicurezza alimentare* fondanti il suo stesso ruolo accademico, declamati nelle premesse dal suo referente, la Dottoressa Colao. 

Premesse, per noi, popolazione contaminata, non sviluppate ed espresse con toni troppo superficiali e leggeri, di fronte al dramma dei territori. Pur valorizzando lo sforzo del Gruppo Foresta sui campi specifici, emergono dalla disamina del Seminario forti mancanze: si sono affrontate solo alcune patologie riconducibili ai Pfas, non toccando fegato, reni, intestino, tumori relativi, effetti comportamentali ed effetti sistemici, saltando a piè pari il ruolo del medico del territorio e tutte le problematiche che dovrebbe affrontare il MMG (il sistema di medicina generale, dei medici di famiglia e di comunità), compreso il dosaggio dei Pfas. Un salto non trascurabile e molto grave, considerando che il tema della medicina territoriale compariva nel titolo ed è stato il probabile primo motore di questo consesso auspicato da molti medici, tanto da risultare in questa sua evidente lacuna un “blitz”, come spiegato e ipotizzato nella nostra analisi. Continua a leggere 15 luglio 2020 | SCRITTURA DIVULGATIVA DEL WEBINAR PFAS DI CARLO FORESTA. PATOLOGIE E DANNI BIOLOGICI DEI PFAS – C6O4 COMPRESO. LE ULTIME RISULTANZE E LE STRATEGIE/DOMANDE SOSPESE

16 maggio 2020 | PAESAGGIO, FUOCHI, MAFIA. UNA RIFLESSIONE COLLETTIVA SUL VENETO CONTEMPORANEO

di Francesca Leder, Salvatore Livorno, Stefano Mano

Dopo gli ultimi fatti, tra cui l’imponente blitz del NOE di Treviso che ha portato all’arresto di 9 persone e sequestrato capannoni zeppi di immondizie e di traffici illeciti (ANSA, 5 maggio 2020), affrontiamo con un dialogo a più voci le questioni sospese – a cui non vogliamo rispondere – sui nostri territori. Dove stiamo vivendo? Un tempo terre celebri per paesaggi armonici, segni di armonie tra uomini e natura, oggi territori sempre più violentatati dalla politica, dal lavoro senza freni, da osmosi invisibili tra sistemi che producono fiamme, fuochi, roghi. In altre parole mafie, che spesso non si vogliono vedere o riconoscere nel Veneto contemporaneo. A parlarcene per tessere una riflessione collettiva Francesca Leder, urbanista, Salvatore Livorno, sindacalista, Stefano Mano, docente. Tutti attivisti impegnati in prima linea per la salvaguardia delle nostre terre, collaboratori della nostra redazione e protagonisti delle Giornate contro i Crimini Ambientali 2019.

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IL PAESAGGIO CHE NON SI VUOL VEDERE
di Francesca Leder

«Ma dove vivi?» domandava al suo lettore Edoardo Salzano (1930-2019), urbanista, docente universitario, militante politico e punto di riferimento per i molti impegnati a difesa delle città e del territorio, in un saggio del 2007. Un testo sempre attuale, come molte delle riflessioni proposte da Eddy nei suoi scritti e nel suo blog, “Eddyburg”, uno strumento utilissimo e unico, se non altro perché guardavano lontano coprendo un ampio spettro di interessi e conoscenze, da quelle tecniche a quelle culturali e politiche. Riflessioni non di rado molto anticipatrici e per questo bellamente ignorate. Un saggio che, come dichiarava l’autore, si proponeva di «aiutare chi vive nella città a comprenderla per concorrere a trasformarla» sollecitando chi leggeva a prendersi sulle spalle un pezzo di responsabilità per agire nell’interesse comune per «conoscere la realtà nella quale viviamo, che è una realtà ampia, complessa, ricca di stratificazioni; conoscere i suoi problemi, che hanno anch’essi molte facce, molte cause, molte implicazioni; conoscere gli strumenti mediante i quali si può intervenire per cambiarla». Continua a leggere 16 maggio 2020 | PAESAGGIO, FUOCHI, MAFIA. UNA RIFLESSIONE COLLETTIVA SUL VENETO CONTEMPORANEO

4 maggio 2020 | «QUANDO RICOMINCIA LA SCUOLA?» – PFAS TRA STRAORDINARI OCCHI, CERVELLI, CUORI DI STUDENTI, FUTURI SCIENZIATI, GEOLOGI, AMMINISTRATORI, ARTISTI, MEDICI, IMPRENDITORI, AGRICOLTORI, INSEGNANTI, POLITICI, PADRI, MADRI IN UNA TERRA CHE È STATA GRAVEMENTE FERITA NEL SUO STESSO SANGUE

di Donata Albiero

La coordinatrice del Progetto Educativo Zero Pfas, voluto da tutte le forze del movimento No Pfas, presenta la sua straordinaria esperienza nel secondo ciclo di proposta nelle scuole del Veneto, iniziativa che ha raccolto migliaia di studenti e centinaia di genitori, trasferendo sulla molteplicità dei soggetti chiamati in causa – dai docenti, agli esperti, fino ai giovani protagonisti – il concetto di “scuola partecipata e attiva”, legata ai territori e alle esigenze che li attraversano, non solo quelle visibili dell’economia, ma anche quelle sotterranee dell’inquinamento e della salute, dalle quali la prima mai dovrebbe slegarsi, o peggio, defilarsi come unica voce protagonista. Una testimonianza di attivismo e di attenzione oggi, ai tempi del coronavirus e della scuola “bloccata”, ancora di maggiore valore. Dopo aver letto le parole di Donata Albiero, che presto leggerete, lasciamo tutti i nostri lettori con le parole di Cesare Pavese, a settantanni dalla sua scomparsa, nel drammatico e poetico incipit della Casa in collina, in tempi di guerra: «Quando ricomincia la scuola?». Presto, è la nostra speranza. [ndr]

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IL RAPPORTO FINALE DEL PROGETTO EDUCATIVO  

Secondo anno consecutivo del progetto educativo sui Pfas nelle scuole, una straordinaria prova di forza civile, portata avanti dal Movimento No PFAS, unito nel consegnare una mappa per il futuro alle nuove generazioni. Un titolo significativo per l’anno scolastico 2019/2020 “PFAS in Veneto Salute a rischio Conoscere per capire ed agire” che connota l’obiettivo generale dello stesso progetto: dare importanza strategica allo studio di un fenomeno complesso quale quello di uno specifico inquinamento ambientale del nostro territorio per ridefinire ruoli, strategie, piani di interventi singoli e collettivi, per riflettere, capire, operare su nuove basi che facciano della partecipazione culturale uno dei principali assi di una rinnovata cittadinanza coesa e attiva. Continua a leggere 4 maggio 2020 | «QUANDO RICOMINCIA LA SCUOLA?» – PFAS TRA STRAORDINARI OCCHI, CERVELLI, CUORI DI STUDENTI, FUTURI SCIENZIATI, GEOLOGI, AMMINISTRATORI, ARTISTI, MEDICI, IMPRENDITORI, AGRICOLTORI, INSEGNANTI, POLITICI, PADRI, MADRI IN UNA TERRA CHE È STATA GRAVEMENTE FERITA NEL SUO STESSO SANGUE

10 aprile 2020 | CORONAVIRUS E VISIBILITÀ. PERCEZIONE ED ESPOSIZIONE NEI TERRITORI INQUINATI DELLA PIANURA PADANA

di Dario Zampieri, Claudio Lupo, Alberto Peruffo

A meno di voler ancora una volta assumere una posizione fatalistica e irrazionale o peggio complottistica, non resta che indagare l’ipotesi che l’attuale pandemia sia il risultato della confluenza di due crisi planetarie convergenti: quella ecologica e quella sanitaria. Ne è convinto David Quammen, autore di Spillover (2012, tradotto in italiano da Adelphi nel 2014), il saggio probabilmente più completo sull’evoluzione delle epidemie. “Spillover” – letteralmente versare-spargere-rovesciare oltre, sopra – può essere associato con “tracimazione”, fuoriuscita da ospiti animali o vegetali nei quali i virus, in gran parte ancora ignoti alla scienza, si annidano in una convivenza generalmente benevola. Al di fuori del loro ospite i virus non potrebbero sopravvivere, sempre che di organismi viventi si possa parlare. Ogni tanto uccidono una scimmia o un uccello, ma le loro carcasse vengono rapidamente metabolizzate nella foresta, senza che gli uomini se ne accorgano. Continua a leggere 10 aprile 2020 | CORONAVIRUS E VISIBILITÀ. PERCEZIONE ED ESPOSIZIONE NEI TERRITORI INQUINATI DELLA PIANURA PADANA

17 febbraio 2020 | I PFAS SONO OVUNQUE. NON PENSIAMOCI TROPPO | LA NOSTRA ARGOMENTATA LETTERA ALLE AUTORITÀ REGIONALI PER I DIRITTI NEGATI| IL VENETO NON POTEVA NON SAPERE

di Prof. Franco Sarto
Università di Padova
già Direttore del Servizio
di Prevenzione e Sicurezza del Lavoro ULSS 16

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In questo articolo il Prof. Franco Sarto ci introduce alla rigorosa lettera spedita dai vari comitati e gruppi del Movimento No Pfas alle Autorità regionali per non aver compiuto fino in fondo il loro dovere, dopo l’emergenza ambientale venuta alla luce a seguito dei dati Arpav 2013. Abbiamo tutti necessità – soprattutto la parte più fragile della popolazione, giovani, anziani e in primis le future madri e relativi padri – di accedere alle analisi del sangue, anche nelle zone di prossimità all’azienda o adiacenti a quelle di forte contaminazione, chiamate zone rosse. Necessità di accesso estesa alle zone contermini e non solo – arancione, gialla, ma anche nei siti di discarica dove sono conferiti i fanghi della Miteni – necessità promessa a Minerbe il 24 di novembre del 2017 dall’allora Assessore alla Sanità Luca Coletto e mai mantenuta dalla Regione. Questa urgenza supera la stessa efficacia, in termini di salute pubblica, della celebrata e supposta indagine epidemiologica in corso (in realtà, come vedremo, un piano di sorveglianza sanitaria piuttosto lacunoso) e anticipa il nostro ricorso in Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro lo Stato e tutte le sue ramificazioni, fino ai Sindaci dei Comuni, per aver violato ben 4 articoli della Convenzione sui diritti, di seguito citati. Art. 2: diritto alla vita. Art. 8: diritto, rispetto della vita privata e familiare e del domicilio, e quindi dell’ambiente salubre. Art. 10: diritto all’informazione. Art. 13: diritto al rimedio effettivo in caso di gravi violazioni ambientali. Ricorso illustrato nella riunione collegiale di Lonigo dello scorso 3 febbraio 2020. [Comitato di Redazione PFAS.land] Continua a leggere 17 febbraio 2020 | I PFAS SONO OVUNQUE. NON PENSIAMOCI TROPPO | LA NOSTRA ARGOMENTATA LETTERA ALLE AUTORITÀ REGIONALI PER I DIRITTI NEGATI| IL VENETO NON POTEVA NON SAPERE

15 gennaio 2020 | LA SCIOLINA ASSASSINA? UN CASO INTERNAZIONALE. LA FABBRICA DELL’ORRORE | IL VENETO ANCORA PRIMO. A PRODURRE E TACERE MORTE. CON LA MITENI | LE INACCETTABILI CONDIZIONI DI UNA FABBRICA DEL VENETO-VENETO SECONDO I NORVEGESI – prima puntata

introduzione di
Alberto Peruffo
[coordinatore di PFAS.land]

in collaborazione con
Dario Canciello
scritto dai giornalisti norvegesi
Torgeir P. Krokfjord, Bernt Jakob Oksnes, Nina Hansen
della testata Dagbladet
[l’equivalente scandinavo del Fatto/Corriere/Repubblica italiani]
tradotto dalla Redazione di PFAS.land

Foto cover: copyright Gazzettino + Dagdablet > nelle piste di sci di tutto il mondo – Olimpiadi comprese – si farà utilizzo di parte della produzione della FABBRICA DELL’ORRORE, così definita dai norvegesi dopo le recenti scoperte. In Veneto. Continua a leggere 15 gennaio 2020 | LA SCIOLINA ASSASSINA? UN CASO INTERNAZIONALE. LA FABBRICA DELL’ORRORE | IL VENETO ANCORA PRIMO. A PRODURRE E TACERE MORTE. CON LA MITENI | LE INACCETTABILI CONDIZIONI DI UNA FABBRICA DEL VENETO-VENETO SECONDO I NORVEGESI – prima puntata