30 agosto 2021 | TRADUZIONE DI WHAT MATTERS «PFAS? SONO QUI PER RESTARE» – IL DOCUMENTO DIVULGATIVO DELL’AGENZIA AMBIENTALE TEDESCA TRADOTTO DAGLI STUDENTI ITALIANI

Come già accaduto per le recenti collaborazioni/traduzioni con la rivista internazionale Science e l’European Enviromental Bureau di Bruxelles, siamo particolarmente onorati e orgogliosi di presentare ai nostri lettori una nuova importante traduzione che riprende il modus operandi della “traduzione partecipata” utilizzato per la prima volta con il film THE DEVIL WE KNOW, tradotto da un’equipe di studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Boscardin di Vicenza.

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19 luglio 2021 | LE TOUR DU PFAS. ATTRAVERSARE I TERRITORI, UNIRE LE LOTTE. CON THE CLIMATE RIDERS

Ad un mese esatto da Le Tour Du Pfas riportiamo le foto, i video e altri documenti del giro ciclistico – «108 km tra bellezza e devastazione» – che ha visto impegnati gli attivisti del Veneto uniti dal comune denominatore dei Pfas. Davvero una grande giornata di attivismo, sport e relazioni, che resterà per sempre nel cuore e nelle menti di chi vi ha partecipato, anche solo per un brevissimo tratto. Undici sono stati i ciclisti che hanno fatto il percorso integrale – nonostante la giornata calda e afosa – insieme e sotto l’attenta regia dei nascenti The Climate Riders, i corridori difensori del clima.

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29 giugno 2021 | LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. RESOCONTO DI UN ANNO DI SCUOLA IN PIENA EMERGENZA COVID

di Donata Albiero

A seguire il dettagliato rapporto di fine anno scolastico della nostra coordinatrice del Gruppo Educativo Zero Pfas, in epoca Covid. Nonostante le restrizioni e le difficoltà possiamo ancora una volta constatare la forza, la civiltà e l’innovazione del percorso intrapreso del Movimento No Pfas all’interno delle scuole. Nelle considerazioni personali finali della Prof.ssa Donata Albiero la concretezza dell’azione educativa critica sembra incarnare l’antidoto democratico ai fallimenti sistemici che hanno caratterizzato la politica degli ultimi decenni. La scuola libera e critica è e resta quindi la base di ogni società aperta e democratica, ma da sola non è sufficiente se i cittadini non si rendono poi corpi attivi veicolando la loro positività “scolastica” verso offerte politiche di mondi desiderabili, non solo come soluzione ai mondi devastati dai disastri ambientali che hanno pervaso le nostre valli, ma come costruttori di nuovi mondi e paradigmi.

Diciamo questo perché le nostre valli – nonostante la narrazione mainstream dica il contrario e celebri il primato “superficiale” del Veneto – sono divenute nei fatti e nelle statistiche il simbolo inequivocabile dell’amaro frutto provocato dalla “passività” tipica delle società iperconsumistiche, tutte protese a creare e a consumare artifici e profitti “a tutti i costi”. Anche quelli dei beni primari, come l’acqua, e la salute dei cittadini.

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4 giugno 2021 | CARBONI E RIGENERAZIONI. DOVE FINISCONO I PFAS TOLTI DALL’ACQUA? IN ARIA? LA QUESTIONE CARBONI ATTIVI, I DOCUMENTI CHEMVIRON-ARPAV-MITENI, LE DOMANDE SENZA RISPOSTA DELLA REGIONE VENETO IN ECOMAFIE

di Davide Sandini

Ciò che state per leggere – crediamo – è uno dei passi più importanti nella lotta no pfas di questi ultimi anni. Un cambiamento di fase, quasi un cambiamento di stato, per prendere spunto dal linguaggio della fisica. Meglio, un cambiamento di “matrice ambientale” per passare alla più complessa articolazione biologica di cui la chimica e la fisica sono la base.

Stiamo infatti per farvi fare un passaggio dalla matrice acqua alla matrice aria, lasciando per il momento da parte le altre matrici collegate, alimenti e suoli. Ci siamo chiesti per molto tempo dove potessero finire i PFAS tolti dall’acqua, dagli acquedotti, dalle barriere idrauliche, perfino dai fanghi, quando queste sostanze temibili e persistenti non percolassero nel profondo delle nostre terre. Per poi riemergere nei nostri piatti.

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25/26 aprile cs | LUOGHI A PROCEDERE. ATTRAVERSARE I TERRITORI, UNIRE LE LOTTE. STAFFETTA DELLE ACQUE INFRANTE

di Comitato di Redazione PFAS.land

Pubblichiamo sotto il manifesto aggiornato – e relativa comunicazione congiunta – della mobilitazione di due giorni, spostata dal 21/22 marzo al 25/26 aprile. Noterete che compare una novità piuttosto significativa nella giornata del 25 aprile: la STAFFETTA DELLE ACQUE INFRANTE. Una specie di lunga marcia/passeggiata collettiva che parte da tre punti simbolo della contaminazione da Pfas e si snoda lungo i rispettivi corpi idrici compromessi:

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10 marzo 2021| TUTTO IL MOVIMENTO NO PFAS SI RIMETTE IN MARCIA. A COMINCIARE DALLE NUOVE VERSIONI DEL GIS + FAQ. I PROSSIMI APPUNTAMENTI. PRESIDIO STRAORDINARIO AL TRIBUNALE [nuova data 25/26 aprile] E COMITATI RIUNITI DEL VENETO SU INCENERIMENTO

di Comitato di Redazione PFAS.land

MOBILITAZIONE RINVIATA 25/26 APRILE
[comunicazione del 14 aprile 2021 > nuovo manifesto]

A seguito del peggioramento della situazione generale causata dalla GESTIONE COVID – passaggio da zona arancione a zona rossa, picco del contagio previsto per questi giorni, difficoltà e responsabilità nel muoversi delle parti in causa, molte delle quali provenienti da fuori Comune e da altre regioni – abbiamo deciso di rinviare alla prossima importante udienza (la PRIMA dibattimentale sul merito) la mobilitazione di due giorni. Il Covid infatti rischia di SOTTRARRE la giusta attenzione e partecipazione ai CONTENUTI delle nostre giornate. Lunedì saremo comunque presenti al processo e a seguito della decisione del giudice comunicheremo le nuova date e relativo nostro AGGIUSTAMENTO di mobilitazione. 

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Il MOVIMENTO NO PFAS SI RIMETTE IN MARCIA NEI GIORNI DELL’UDIENZA «RIUNIONE FASCICOLI PROCESSO PFAS MITENI»

Innanzi tutto ricordiamo l’appuntamento ZOOM di giovedì 11 marzo con i comitati veneti riuniti per discutere l’incenerimento dei PFAS (v. prima locandina sotto).

Dopo di che, arriva il grande appuntamento del 21/22 marzo con tutte le forze riunite. Rispetteremo le norme anticovid. Il nuovo DPCM permette le manifestazioni e i presidi. Abbiamo il permesso della Questura di Vicenza per i due giorni (è sufficiente presentare autocertificazione della partecipazione, per chi viene da fuori Comune*). Non possiamo presenziare la notte prevista, causa coprifuoco. Simbolicamente, per noi, che miriamo alla qualità del messaggio, ai suoi significati sul lungo periodo, non cambia niente. Smontiamo il campo simbolico per la notte e ritorniamo la mattina. Di seguito come abbiamo immaginato il nuovo grande appuntamento, con Manifesto + Comunicato.

* In caso di rinvio per restrizioni COVID, aggiorneremo questa pagina.

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18 febbraio 2021 | SI POSSONO INCENERIRE I PFAS? NO. MUTANO, SI DIFFONDONO, COSTANO. IL PUNTO SCIENTIFICO E LA QUESTIONE INCENERITORE DI FUSINA

di Giovanni Fazio

Da molti anni si profila all’orizzonte del Veneto una richiesta di linee di incenerimento molto superiore alla quantità di rifiuti prodotti nella stessa nostra Regione. In parole povere, un business sui rifiuti. E sulla salute della gente. Non solo: questa richiesta va in controtendenza con ciò che dovrebbe essere una politica che sia veramente ecologica e attenta al riciclo, al riuso, alla differenziazione degli stessi rifiuti, “non solo” civili, ma anche industriali. Su questo ultimo super-ambito entra a spada tratta la questione molecole PFAS, sconfinando perfino – come scopriremo in questo pionieristico articolo – nei rifiuti civili, tanto sono diffuse e dotate di grande mobilità le sostanze in oggetto.

Il fallimento della termodistruzione dei PFAS aggiunge un nuovo ulteriore elemento che mette seriamente in discussione l’efficacia degli inceneritori di rifiuti – come quello proposto per Fusina – aggravando ancora di più la liceità liberticida di chi permette queste pratiche in zone densamente abitate. Infatti, la diffusione dei perfluoalchilici attraverso le emissioni delle ciminiere rende estremamente e indiscutibilmente pericoloso questo tipo di impianti, oggi più che mai, dopo la “scoperta sociale” di queste sostanze, sostanze che hanno reso il Veneto protagonista di uno dei più grandi disastri socioambientali al mondo, quello delle Valli dell’Agno e del Chiampo. 

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12 gennaio 2021 | COSA SONO I PFAS? EVITANDO L’EFFETTO LAMPIONE. L’ARTICOLO DELL’EUROPEAN ENVIROMENTAL BUREAU. PREOCCUPAZIONI E STRATEGIA EUROPEA PER IL FUTURO

introduzione di Dario Zampieri
articolo di Jean-Luc Wietor

Dopo le traduzioni autorizzate di due articoli sui Pfas (2020) comparsi sulla prestigiosa rivista scientifica Science, dopo aver tradotto ufficialmente in italiano il docufilm (2019) The Devil We Know e aver coordinato la testimonianza diretta in Italia dell’avvocato americano Robert Bilott in un grande teatro strapieno (Lonigo 2017, comune nell’epicentro della contaminazione) e presso le autorità del Veneto, gli attivisti e ricercatori del Comitato di Redazione Interdisciplinare PFAS.land hanno iniziato in questi mesi una nuova libera collaborazione internazionale con la sezione “Industria e Salute – Sostanze chimiche” dell’EEB (European Environmental Bureau), la più grande rete europea di organizzazioni civili di cittadini (più di 160 organizzazioni di oltre 35 paesi), con sede a Bruxelles, che opera fissando l’agenda, monitorando, fornendo consulenza e influenzando il modo in cui l’UE affronta questi problemi. La collaborazione ha portato ad una nuova e importante traduzione.

L’European Environmental Bureau è sostenuto nelle sue attività di ricerca e divulgazione da Unione Europea, Organizzazioni ed Agenzie Intergovernative (FAO, OECD, UNECE, UNEP), governi (tra cui quello italiano, con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare), oltre a fondazioni ed altre organizzazioni. Sul loro sito si può leggere che uno studio del 2016 mostra che gli effetti degli interferenti endocrini (EDC), che contribuiscono sostanzialmente alle malattie riproduttive nelle donne, costano in Europa 1,4 miliardi di euro l’anno (oltre naturalmente alle sofferenze umane, che non sono quantificabili).

Uno dei prodotti del gruppo di lavoro sulle Sostanze chimiche è il documento «PFASs – avoiding the streetlight effect», che in modo semplice e con l’ausilio di efficaci illustrazioni cerca di popolarizzare un tema molto complesso ed ostico ai non addetti ai lavori, quello della natura e degli usi dei Pfas, cercando di portarlo fuori dalla luce omologante con cui di solito vengono trattati. In poche parole: cosa sono queste temibili sostanze? Sono esse riducibili alle soliti note, PFOA e PFOS? In cosa consistono le differenze e perché non vengono spiegate con chiarezza dalle nostre agenzie ambientali?

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25 novembre 2020 | LIFE PHOENIX SCUOLA. EDUCAZIONE O MITIGAZIONE DEI DISCENTI. IL CONFRONTO TRA DUE PROGETTI EDUCATIVI: UNO PROMOSSO DALLA REGIONE VENETO, L’ALTRO DAI CITTADINI. LA SALUTE O IL RISPARMIO ECONOMICO AL PRIMO POSTO?

di Donata Albiero

Come un fulmine a cielo per niente sereno – in epoca Covid nella quale viviamo, specialmente nelle scuole – arriva sulle nostre scrivanie elettroniche il Progetto Life Phoenix per la Scuola. Avevamo già avuto contatti con il Programma Life voluto dall’Unione Europea per salvaguardare le risorse idriche e avevamo apprezzato le grandi competenze dei ricercatori scientifici dei vari istituti nazionali e internazionali coinvolti, specie dell’IRSA-CNR e dell’Università di Padova, nonché di alcuni tecnici di altro profilo dell’ARPAV, tecnici e scienziati con cui continuiamo a interfacciarci in modo critico e costruttivo.

Abbiamo quindi aperto con grande interesse il documento del progetto “co-istituzionale”, arrivato improvviso e tardivo non solo sulle nostre scrivanie, ma anche presso le segreterie degli Istituti scolastici delle zone contaminate. Subito abbiamo quindi chiesto un’analisi e un parere alla coordinatrice del “nostro” progetto Scuola – la Prof.ssa Donata Albiero, già dirigente scolastico – arrivato al terzo anno scolastico. Un sano e serio confronto, tra contenuti e modalità, fatto da un esperto in materia.

Fin da principio la decontestualizzazione forzata dai territori ci è sembrata un tirare il freno a mano rispetto all’inoppugnabile pendenza degli argomenti scientifici specifici, soprattutto la chiara identità chimica delle sostanze emergenti tanto declamate, come il GenX e il C6O4, mai o troppo poco nominate e storicizzate. Per non parlare delle patologie e dei danni alla salute e alle economie di prossimità. Fermarsi solo sul “valore assoluto dell’acqua”, senza declinarlo ai territori, alle criticità, alle corresponsabilità, alla gestione “locale” delle risorse, ai danni effettivi, comporta dei grandi rischi pedagogici e probabili indirizzi politico-amministrativi che dovrebbero restare fuori dalla scuola.

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5 novembre 2020 | RISPOSTA AL GIORNALE DI VICENZA SUL PLUME C6O4 DICHIARATO DA LUCA MARCHESI DIRETTORE ARPAV. UN MODELLO CHE SBAGLIA LE PREMESSE?

di Davide Sandini, Dario Zampieri

Ha sorpreso tutti – esperti e non esperti di PFAS – il titolone del quotidiano locale sul “tracciamento” dei nuovi Pfas – nuovi solo per chi misconosce la loro storia – e soprattutto quello che si legge all’interno dell’articolo, tanto che ha indotto i nostri esperti di idraulica e geologia a scrivere una lettera di chiarimento, che riportiamo sotto, inviata al Giornale il 24 ottobre.

Sorprende innanzi tutto la fallacia delle premesse – il non riconoscere la collina di Trissino come punto di partenza dell’indagine storica (v. recenti chiarimenti dei comitati locali trissinesi sul rifiuto di informare da parte delle autorità sulle gravi condizioni del terreno ex RI- MAR proprietà della famiglia Marzotto) – e pure l’affermazione che l’inquinamento di queste sostanze vada solo in direzione di Vicenza, senza citare che per anni le stesse sostanze sono state convogliate nel Tubone Arica che sfocia e inquina le campagne da Cologna Veneta in giù, generando un equivalente nuovo plume specifico.

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